Banner Beretta

Scegliere il cannocchiale per la caccia di selezione

Per la caccia di selezione, un tempo esistevano solo cannocchiali ad ingrandimento fisso, 4x oppure 6x. Oggi la tecnologia fa miracoli nell’offrire ingrandimenti variabili, correttore di parallasse e reticoli illuminati che danno allo strumento ottico la versatilità necessaria ad affrontare al meglio qualsiasi situazione di tiro, finchè le tenebre non mandano tutti a casa!

Soprattutto sulle alpi, dove la caccia di selezione ha decenni di tradizione, ci sono ancora tanti cacciatori che cacciano il capriolo con vecchi ma efficienti cannocchiali da 4 ingrandimenti e obiettivo da 32mm.

Efficienti, ma anche efficaci? Ci si rende conto facilmente sul campo di come al crepuscolo si possa far poco alle ultime luci, quelle più promettenti, perché nell’ottica non si vede più nulla. Si potrà anche essere bravi e fortunati nel trovarsi spesso nel posto giusto al momento giusto, ma francamente se il capriolo arriva oltre i 150 metri di distanza con 4 ingrandimenti la “padella” capita più spesso di quanto sia ragionevolmente accettabile.

Ci proponiamo con questo articolo una breve disamina sui criteri di scelta di un cannocchiale per la caccia di selezione, partendo da quello, ovvio, di scegliere solo ed esclusivamente una marca (usato buono piuttosto che nuovo di marche inferiori) che garantisca la massima qualità, cioè l’efficienza, che è data dalla qualità ottica, dall’affidabilità e dalla versatilità. Prodotti sotto gli 800€ nei cannocchiali a ingrandimento fisso e sotto i 1200€ per i variabili portano in breve tempo al desiderio di aggiornarsi dopo averne sperimentato i limiti e, se rivenduti, vedono il loro valore crollare miseramente.

Leica eriE allora variabile meglio di fisso, perché più versatile e, contrariamente a varie leggende che ancora incredibilmente circolano, ugualmente luminoso a parità di ingrandimento e diametro dell’obiettivo. Però fisso meglio di variabile, perché costa meno. Se prendiamo un 3-12x50 rispetto ad un 8x50, è intuitivo che il primo portato a 3 o 4 ingrandimenti è eccezionale per cacciare alle ultime luci del giorno e nel bosco, mentre a 12 ingrandimenti consentirà una lettura migliore della reazione al colpo del selvatico rispetto al modello da 8 ingrandimenti. Peraltro con 8 ingrandimenti si fanno il 90% dei tiro possibili, per cui è da valutare se vogliamo pagare centinaia di euro in più per quel 10%.

L’obiettivo sia grande, perché è da questo che dipende la luminosità del cannocchiale. Grande vuol dire almeno 50mm, ma meglio ancora 56mm (non siamo ridicoli considerando obiettivi superiori!), che un pizzico di luminosità in più la garantisce.

Ingrandimenti variabili 2,5-10, 3-12 e con gli sviluppi più recenti addirittura 2-12 o 2.4-16, con correttore di parallasse e torretta balistica, che finalmente permette di contare sulla massima versatilità dal crepuscolo, alla cerca al tiro lungo.

In generale, si scelga un reticolo con una croce abbastanza sottile ma non troppo, per evitare troppo “ingombro” nella mira a causa di un reticolo troppo grosso, ma allo stesso tempo per non trovarsi nelle condizioni di non vedere più il reticolo al crepuscolo perché troppo sottile.

La soluzione ottimale è data dal reticolo illuminato, che “appesantisce” l’ottica economicamente con qualche centinaio di euro, ma che le recenti innovazioni e la tecnologia digitale hanno trasformato in uno strumento eccezionale per le ultime luci del giorno, quando l’ottica restituisce un’immagine ancora buona per poter sparare in modo eticamente corretto, ma il reticolo nero sottile diventa quasi invisibile. Un semplice movimento e un puntino piccolissimo ad illuminazione microregolabile vi indicherà senza abbagliarvi il centro della croce.

Il diametro del cosiddetto “tubo”, la parte centrale dell’ottica, sia esso da un pollice o da 30 mm, è ininfluente a caccia, in quanto anch’esso non ha riflessi sulla luminosità dello strumento. Evitiamo di trasformarci in sniper, dotando armi da caccia di cannocchiali chiaramente per uso militare con tubi da 34 o 36mm, che sono costruiti con questi tubi enormi solo per consentire ai clic verticali l’elevazione sufficiente a colpire bersagli a chilometri di distanza.

BDC aperta bassaInformatevi sulla qualità meccanica del cannocchiale che desiderate acquistare. Anche marchi molto blasonati adottano una meccanica dei clic ancora largamente in plastica, concepita decenni fa quando non esistevano le torrette balistiche e si “toccavano” i clic solo una volta l’anno in poligono. Oggi esistono cannocchiali puramente da caccia, come i Leica Magnus ed ERi, che accanto ad ottiche eccellenti quanto quelle degli altri grandi costruttori europei montano sistemi di clic interamente in metallo e garantiti per essere infallibili su ogni singolo clic come i cannocchiali destinati all’uso militare. Qualità meccanica significa anche tenuta della centratura del reticolo dopo svariate fucilate. Con i calibri che si usano oggi, le sollecitazioni che riceve l’ottica sono importanti e in grado di mettere in crisi la precisione di cannocchiali da oltre 2000 euro. Quelli concepiti negli ultimi anni hanno i meccanismi interni incastrati in quelli esterni e sono testati per garantire rosate perfette con qualsiasi palla e dopo centinaia di tiri.

Altra indicazione importante, il cannocchiale deve essere costruito in modo tale da lasciare l’occhio a 9-10cm dall’oculare (distanza della pupilla d’uscita), chiedete all’armiere questa caratteristica! Troppi cacciatori portano le cicatrici di un colpo col fucile imbracciato male.

Blase R8 Magnus

Vota questo articolo
(0 Voti)
  • Ultima modifica il Mercoledì, 28 Settembre 2016 09:18
  • dimensione font
Devi effettuare il login per inviare commenti